L'origine di Grottaglie (dal lat. «Cryptae Aliae» = molte, diverse grotte) va ricercata negli insediamenti rupestri che si sono susseguiti nella zona fin dal periodo del Paleolitico.
I primi gruppi umani abbandonarono man mano le profondità delle "gravine" per occupare le alture isolate sulle quali stabilirono i loro villaggi fortificati.
Il quartiere delle ceramiche
Per molti secoli l'attività ceramica è stata la principale fonte economico - produttiva dei grottagliesi. Secondo alcuni dati storici, infatti, alla fine del '700 si contavano 42 fabbriche e una popolazione di addetti di circa 5000 unità.
È stata l'abbondanza di argilla nel territorio che ha inizialmente favorito lo sviluppo dell'artigianato.
Le radici della produzione artistico-artigianale affondano in un passato lontanissimo, stando ai numerosi reperti ceramici risalenti all'età classica e magno-greca.
Per lungo tempo l'attività fu prevalentemente a carattere artigianale, volta alla produzione di laterizi e di suppellettili di uso quotidiano. La diffusione della produzione di maioliche a Grottaglie è databile a partire dal '700, con la conseguente specializzazione in due filoni, l'«arte ruagnara» e l'«arte faenzara»: il primo inerente alla produzione d'uso comune, con un forte legame al mondo contadino, il secondo a carattere decorativo ed ornamentale, rivolto ad un uso più elitario.
Attualmente le tipologie e le tecniche produttive tendono comunque ad integrarsi e ad incrociarsi anche nelle stesse botteghe, dove i ceramisti, non più suddivisi in categorie, lavorano quotidianamente alla sperimentazione e alla ricerca di nuove forme espressive.
A Grottaglie è possibile partecipare a vere e proprie lezioni di ceramica presso laboratorio artigianale che produce le ceramiche con metodi tradizionali, utilizzando forni Medioevali.